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Sempre più spesso si sente parlare di avvistamenti di orsi e di rientro di specie scomparse da decenni dalle nostre parti: sciacallo dorato, lince, gatto selvatico, grifone, gipeto.

In tanti sorge il desiderio di vedere questi animali, così rari, così schivi da non sembrare reali.

Però, chi (pochi) ha avuto l’occasione di vedere un orso dice che il sentimento primario è stata la paura, e il desiderio di darsela a gambe ha prevalso sul glorioso momento.

Anche il lupo si sta muovendo e semina un certo panico. In effetti ci sono animali che possono essere pericolosi per l’uomo. Questo si dice e si scrive "pericolosi per l’uomo". Mai una volta, o solo in certi ambiti, si sente dire quanto l’uomo sia pericoloso per gli animali.

Forse dovremmo partire proprio da qui per capire certe dinamiche, certi fatti raccontati dai giornali che descrivono l’uomo "vittima" degli animali selvatici. In realtà non si tratta di aggressioni all’uomo ma a beni di sua proprietà: pollai e pecore.

Dove questo avviene in genere sono attivi dei fondi per ripagare delle perdite subite. Con tutto il rispetto per galline e pecore, effettivamente ci sembra ben poco se paragonato a quanto noi con il nostro continuo agire, con il nostro progresso, con i nostri mezzi, abbiamo interferito e manomesso l'ambiente, distruggendo gran parte degli habitat, mettendo di conseguenza in seria difficoltà di sopravvivenza centinaia di specie animali e vegetali. Le liste rosse (liste degli animali in via dei estinzione) danno cifre impressionanti, variano di zona in zona ma con un’unica costante: le attività antropiche sono la causa principale di minaccia delle specie.

Per contro si sente anche spesso parlare di biodiversità e di quanto vitale sia per l’essere umano.

Possiamo dire che la sensibilità verso questi temi sembra essere sempre più accesa, ma il singolo poco può in confronto a certe forze economiche che in altro senso si muovono puntando ad uno sfruttamento dissennato delle risorse naturali e ambientali.

Anche le Leggi in campo ambientale aumentano. Il difficile è farle rispettare. Purtroppo non è raro che a disattenderle siano proprio le amministrazioni pubbliche che dovrebbero invece essere garanti del bene comune.

L’uomo, vuoi per l'alta capacità di adattamento e per la sua straordinaria vicenda evoluzionistica, si trova a governare ed amministrare la natura che è il suo bene più prezioso, ma sembra non esserne sufficientemente consapevole e lascia che le cose vadano alla deriva senza preoccuparsi a sufficienza del precipitare della situazione.

È su questo che indagheremo: situazioni di movimento e criticità, di introduzioni, reintroduzioni, corridoi faunistici, sovrappopolamento, caccia e bracconaggio, habitat trasformati e habitat da condividere.

Qui puoi scaricare il programma completo in formato PDF
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per le iscrizioni puoi chiamare il 348 1800969 (ore serali)

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webmaster: Matilde CONSALES & Marco ZAMPIVA